Lunedì 13 Luglio 2020 08:09 |
|
|
Accade a Verona
Nonna troppo invadente sulla nipote
e la “solerte” Giustizia, allertata, tace!
I nonni sono una presenza provvidenziale per i nipoti, ma, talvolta, si sostituiscono ai genitori e strumentalizzano l’indifesa bambina che vive con loro e la madre collocataria al fine di farle rifiutare il padre, nemico della invadente nonna materna, arrivando perfino a non consegnargliela quando la va a prendere, secondo il calendario concordato nell’affido congiunto.
Il padre, ogni volta che si vede negato il diritto di stare con la propria figlia, chiama le Forze dell’Ordine, alle quali non resta che constatare che la figlia, indotta dalla loquace nonna e dalla silente madre, afferma di non voler andare con il padre, asserendo che spetta a lei (fin dall’età dei tre anni) decidere se rispettare le disposizioni del tribunale o meno.
Così le impongono di dire la nonna e la succube madre, su consiglio dei legali, che arrivano perfino a negare il diritto minorile, la dottrina e giurisprudenza, sostenendo che la bambina (ora ha sette anni), se vuole, può non andare con il padre e la madre (pardon la nonna) può portarla in vacanza quando e dove vuole, anche se la stessa (madre) non è presente, e ha il diritto di non informare né di chiedere il consenso al padre. Le vacanze estive con la madre non sono previste negli accordi sottoscritti dinnanzi al giudice. Le vacanze con il padre, previste, non vengono concesse dalla nonna (materna), che, di fatto, ha sequestrato la nipote – che gestisce direttamente – e, per timore che parli con il padre, lo lascia fuori dal cancello quando tenta di poter prendere la piccola e tenerla con sé nei tempi e nelle modalità previste oppure, almeno, di salutarla. La invadente nonna, pertanto, si nasconde dietro la siepe e suggerisce alla nipote le risposte da dare al genitore.
Cosa strana è che quando il padre la prende quasi sempre all’uscita da scuola per tenerla, però, solo per alcune ore, la bambina è gioiosa, va a casa sua e gioca con lui. Come mai se non c’è la nonna (e/o la madre) non lo rifiuta?
Sono state fatte numerose denunce/querele per mancata esecuzione dolosa dei provvedimenti del tribunale nonché per sottrazione di persona incapace. Inoltre, ci sono molte relazioni dei carabinieri chiamati sul luogo che, fra l’altro, hanno allontanato la nonna, che rispondeva loro al posto della madre, ma la Giustizia veneta sembra non comprendere i pericoli psico-fisici che la bambina corre, se non viene fatto divieto espresso alla nonna di incontrarla e di tenerla nella propria casa e se non si predispone un riavvicinamento con il padre, permettendo alla bambina di stare anche con lui e dormire presso di lui nei fine settimana. Siamo chiaramente in presenza della devastante Pas e non si può girare la testa da un’altra parte, consolidando il disagio della bambina i cui sviluppi, purtroppo, non sono auspicabili ma prevedibili.
Leggi tutto...
|
Lunedì 13 Luglio 2020 08:00 |
|
|
Al comune di Ferrara, Finalmente fatti non parole!
Il 10% degli alloggi popolari
andranno ai padri separati
Finalmente da un comune coraggioso e attento a tutti i cittadini viene riconosciuto il diritto all’assegnazione degli alloggi popolari anche ai padri separati, che difficilmente, in tutta Italia, accedono alle graduatorie dell’edilizia popolare perché – altra anomalia – i figli vengono affidati-collocati quasi sempre presso la madre. Il comune di Ferrara, pioniere nel modificare il regolamento di accesso alle graduatorie per l’edilizia popolare, ha stabilito che il 10% degli alloggi saranno riservati ai genitori separati con figli in affido condiviso e in particolare ai padri separati.
“Molto spesso - afferma il sindaco Alan Fabbri -, infatti, in caso di divorzio di coppie con figli, sono i padri che si trovano a lasciare la casa comune all’ex moglie e ai figli minori. La perdita dell’abitazione sommata alle altre difficoltà, inevitabili in una separazione, in certi casi può diventare un ostacolo insormontabile e creare condizioni di vita molto difficili che possono facilmente trasformarsi in situazioni di grave indigenza. E’ proprio quello che vogliamo evitare con questa nuova misura.
Con il nuovo regolamento, completato lo scorso gennaio, abbiamo fatto in modo di dare la precedenza nell’accesso alla casa popolare ai ferraresi, in particolare agli anziani, alle famiglie monogenitoriali e alle giovani coppie, a coloro, cioè che fino ad oggi sono stati penalizzati nell’accesso agli alloggi Acer – spiega il sindaco -. Ora vogliamo fare di più: i padri separati sono cittadini che da un momento all’altro possono trovarsi in grave difficoltà economica e che possono avere bisogno di un sostegno temporaneo per ripartire: questo è l’aiuto che vogliamo dare, per evitare che una difficoltà di un momento possa trasformarsi in una situazione peggiore senza un supporto”.
L’assessore alle Politiche Abitative, Cristina Coletti, sottolinea che, “dopo aver impostato in modo più equo i parametri generali di accesso ora abbiamo deciso di andare incontro al bisogno di casa di una categoria che costituisce ormai anche secondo i dati della Caritas una povertà vulnerabile. I genitori separati sono una nuova categoria di poveri e a loro dedichiamo una attenzione speciale”.
Leggi tutto...
|
Lunedì 06 Luglio 2020 08:21 |
|
|
La Pubblica amministrazione nello stato confusionale
La confusione pandemica ha aperto
varchi alle infiltrazioni illecite e criminali
avv. Gerardo Spira*
Da qualche tempo la pubblica amministrazione è entrata in stato confusionale. “Si è perduta la religione”, si dice quando viene superato ogni limitelegale e morale. Tutti contro tutti. E nella confusione stanno venendo giù i reticolati di argine e di protezione al sistema, parola magica di garanzia che ha tenuto incollato politica, burocrazia, criminalità e reticolato istituzionale. Dai varchi, come sul fronte di guerra,si è aperto l’assalto alla Diligenza pubblica. E nessuno riesce più a fermarlo. Anzi i tutori dell’avamposto scappano, senza voltarsi.
I controllori hanno rinunciato al loro ruolo. La legalità che già era una chimera in questo Paese, è stata travolta dagli eventi dell’ultima pandemia. La Grande Stalla pubblica è ormai senza porte e senza guardiani. La delinquenza politica ha avuto il sopravvento sullo Stato, fondato sulla Carta costituzionale.
Le Case comuni, che una volta si chiamavano Municipi, sono state invase da nuovi personaggi, ben vestiti, dall’accento combinato, arricchiti di titoli acquisiti nelle scuole specializzate di sociologia criminale. Luoghi attrezzati e trasformati in roccaforti di società anonime e consorterie al servizio di soggetti che gestiscono il teatro delle” macchiette”.
Il Covid 19, invisibile ma incisivamente filtrante ha aperto lo scrigno della vita pubblica. Non solo, che, per gli effetti dei rigurgiti incontrollati, sta smantellando il vecchio palcoscenico,costruito, a forza, per tenere a bada ilpopolo. Il potere, con tutta la sua organizzazione, è caduto nel vortice di un batterio invisibile e invulnerabile, almeno finora, il quale, attraverso una diffusione vaporizzata, ha messo in subbuglio pensieri e studi di scienziati da cui dipendono le ragioni delle scelte politiche.
La pandemia ha invaso tutto e tutti, persone, ruoli, competenze, attività, professioni,e ogni aspetto della vita sociale. La pandemia ha travolto organizzazione sociale, pubblica e privata. Il paradosso della situazione è che i cittadini, si sono alleati col covid 19, ansiosi di buttare giù “il sistema”in cui sono prevalseragioni e interessi di prediletti e preferiti. Il giocattolo perde pezzi e funzioni e nessuno vuole usarlo.
Si parla di nuovo, di una rivoluzione culturale, ma i furbi, i soliti furbi, sono già appostati sul margine della promessa via. Invece La collettività ha preso coscienza; non crede più a nessuno e aspetta, in silenzio, l’occasione per far buttare giù il sistema, il mondo di bugie, di false promesse, di intrighi, di accordi combinati tra politica e delinquenza.I cittadini Hanno capito che il voto è l’arma più certa per ristabilire democrazia e giustizia? Forse sì.
Siamo al punto di non ritorno e nessuno, di coloro che hanno fatto vittime, potrà sperare di farla franca. Tutti risponderanno, anche chi è rimasto inerte a guardare. Il Covid ha invaso anche la magistratura, il grande pilastro delle garanzie legali. Quando il cittadino perde la fiducia nelle istituzioni non dà più peso alle sue decisioni. Il Presidente della Repubblica lo ha compreso e nella tensione del suo discorso c’è tutta la preoccupazione di Capo di Stato. Le sue parole sono state molto chiare e sono giunte intensamente al cuore degli italiani, che soffrono e patiscono ingiustizie e fame. E le notizie di questi giornisono come un fiume in piena che fannopresagire tempi peggiori. Quando viene inquisito un magistrato o peggio ancora arrestato per gravissimi reati,ètravolta l’immagine dello Stato di diritto. E non si salva il simbolo dell’intera organizzazione della giustizia, perché tutti sapevano e sanno. Tutti, direttamente e indirettamenteerano incollati nel sistema delle correnti, per laute carriere e non per pubblica beneficenza. L’ANM, smascherata da insinuanti intercettazioni è risultata gestita con metodi che non onorano la dignità della “vesta”.
Quei personaggi ancora operano e forse decidono su questioni dei cittadini. Ancora in attesa di una misura che troverà la soluzione ponderata nel libro della smorfia. Gli scontenti e i contrari non osano apparire. Bisbigliano pensieri e malumore di bocca in bocca nei luoghi di lavoro, sotto i portici, lontani dagli occhi delle telecamere, nei bar e nelle piazze, guardandosi intorno. Senza più alcuna riverenza rispettosa.
La società incalza per conoscere le tante verità, tenute nascoste o negate, negli archivi segreti di Stato, di delitti concordati e programmati. Un mondoocculto e parallelo in cui sono stati organizzati i più feroci delitti contro uomini e persone che facevano il proprio dovere, coscienti di morire per lo Stato.
Leggi tutto...
|
Giovedì 18 Giugno 2020 15:13 |
|
|
Indispensabili modifiche ed integrazione al ddl. “Family Act”.
I figli hanno due genitori
e non solo il collocatario!
Il Parlamento sarà chiamato ad approvare il ddl, “Family Act”, deliberato dal consiglio dei ministri l’11 giugno. Fra le varie agevolazioni per i genitori prevede anche l’assegno universale ai figli minorenni fino ad €. 240 mensili – che dopo il 1° figlio verrà alzato del 20% - ridotto ad €. 80 al mese dal 18° al 26° anno di età) ed altri contributi per i figli e alla famiglia in cui vivono. Nella famiglia convivente non sorge il problema a chi vengano versati detti contributi, madre e/o padre, e nessuno problema sorge per i tanti altri benefici previsti dal ddl.
Nelle coppie non più conviventi con affido condiviso e collocazione prevalentemente dei figli presso uno di loro - mentre sull’altro genitore grava l’assegno di mantenimento degli stessi – il contributo ad ogni figlio e gli altri benefici vengono dati al genitore collocatario (quasi sempre la madre) che già spesso è stata inspiegabilmente “agevolata” dai tribunali, forse in sudditanza a ideologie di genere che nulla hanno a che vedere con il diritto. L’altro genitore, quasi sempre il padre, deve pagare un mantenimento imposto non sempre con equità se non vuole incorrere in pesanti e devastanti condanne penali; deve contribuire alla crescita dei figli – come impone l’art. 30 della Costituzione - senza che gli vengano riconosciuti interamente e in modo paritario gli stessi diritti riservati, invece, al collocatario.
Il genitore non collocatario deve avere lo stesso trattamento di quello collocatario sia economico che nei bonus e benefici vari previsti e pertanto il tutto deve essere ripartito al 50% tra gli stessi, come giustizia vuole.
L’associazione si è rivolta ufficialmente ai Gruppi parlamentari di Senato e Camera, al presidente del Consiglio, Presidente Senato e Camera, Ministro Giustizia e Pari opportunità per richiedere che, in sede di approvazione del ddl., siano apportate sostanziali modifiche al testo del consiglio dei ministri per tutelare la equità di trattamento per ambedue i genitori indipendentemente che siano essi collocatari dei figli o no.
***
Questo il testo della lettera del 15.6.2020
“Mentre lo Stato è impegnato a tenere unita la comunità nei principi, i tribunali dei minori ed ordinari vagano nel buio del sottobosco delle interpretazioni, pregiudicandone il valore. La Giurisprudenza affermata nei Tribunali tradisce la normativa della legge 54/2006 e stravolge il sacrosanto principio: la legge è uguale per tutti, in termini sociali, morali ed economici. La giustizia, secondo la Costituzione, deve muoversi in termini di uguaglianza e di pari opportunità nei confronti della coppia non più convivente, separata e divorziata, senza privilegi, favori o vantaggi.
Ogni tribunale, in questo Paese, ha stretto un patto con avvocatura locale e con i servizi degli enti territoriali, Motu proprio, stipulando protocolli concordati, diversi in ogni circoscrizione.
Leggi tutto...
|
|