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Venerdì 14 Aprile 2023 15:55
 
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Venerdì 14 Aprile 2023 15:50

Cassazione: importanti ordinanze


Le spese straordinarie dei figli

non sono sempre dovute


avv. Francesco Valentini*

La determinazione delle spese straordinarie e la loro riscossione sono state sempre una causa della conflittualità tra i genitori, alimentata dalla scarsa chiarezza dei tribunali, che, per alleggerirsi l’impegno di decidere caso per caso, tenendo presenti vari fattori, come legge vorrebbe, hanno escogitato, con gli avvocati del luogo, “Il Protocollo delle spese straordinarie del tribunale di …..”, sottoscritto dal presidente del tribunale locale e dal presidente dell’ordine degli avvocati e, talvolta, anche dal responsabile delle pari opportunità e dai presidenti delle tante variegate (e vuote) associazioni forensi.

In realtà, il protocollo prevarica l’amministrazione della legge, caso per caso, e massifica la determinazione delle spese straordinarie, secondo tabelle precostituite, che non tengono conto delle necessarie diversificazioni.

Il protocollo, eventualmente, dovrebbe essere unico e nazionale (anche quello del Consiglio Nazionale Forense presenta le sue criticità), ma non legato alle singole “parrocchie”, poiché né i giudici e né gli avvocati “legiferano”: il magistrato fa rispettare il diritto e l’avvocato è un professionista per altre mansioni. I protocolli sono pieni di contraddizioni e considerano come spese straordinarie anche molte spese ordinarie, coperte dall’assegno di mantenimento. La Cassazione civile interviene sull’applicazione delle spese straordinarie, ma non se ne trova traccia in questi salvifici protocolli.

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Mercoledì 05 Aprile 2023 15:30

Aosta 7 aprile


Dimenticato l’anniversario del drammatico gesto

di Antonio Sonatore, padre separato “abusato”


Il 7 aprile 1996, davanti al Palazzo di Giustizia di Aosta, Antonio Sonatore, docente e psicologo, si dava fuoco per protestare, come portava scritto in un cartello di protesta, contro “l'ingiustizia di una giustizia che costringeva un padre a vivere separato dalla figlia”. Due giorni dopo moriva.

Il gesto ebbe vasta eco nella stampa nazionale e, il 7 aprile, giorno del gesto estremo, è ricordato, in tutto il mondo (di recente, anche in America), come il giorno della memoria dei genitori estromessi dalla vita dei propri figli, tranne che ad Aosta, come se, quel giorno, fosse il giorno della vergogna, giorno da dimenticare. Certamente è il giorno della vergogna, ma per coloro che al padre hanno negato il diritto genitoriale di frequentare la figlia. Un figlio è l’essenza della vita dell’uomo. Il dolore e la vergogna affliggono il cuore e l’animo del giusto, ma, purtroppo, non quello del cattivo.

La Valle d’Aosta è la regione italiana dove avvengono numerosi suicidi di padri separati, a cui è negato il diritto di svolgere l’inalienabile ruolo genitoriale, ridotti alla povertà dalle decisioni dei magistrati, e di quelle madri che sperimentano sulla propria pelle l’abbandono delle istituzioni. Suicidi di cui, alcuni amministratori, pretendono che non se ne parli, anche per le loro dirette responsabilità, come se parlarne ne sia un disonore, a partire dal 1996, quando il maestro Antonio Sonatore si è dato fuoco per gli abusi subiti, non solo istituzionali, ma anche familiari.

Il 7 aprile è un giorno importante per tutti i genitori non più conviventi, poiché un padre, per la prima volta e in difesa della figlia minorenne, con un gesto estremo, ha denunciato l’ingiustizia della Giustizia; ha chiesto più giustizia, equità e rispetto delle pari opportunità genitoriali; ha ribadito alle istituzioni il dovere di perseguire, senza timori e discriminazioni, il genitore che non rispetta le disposizioni del tribunale e che estromette i figli dalla vita del genitore non collocatario (Pas).

Le parole, vuote, per salvare la faccia delle istituzioni, che dovrebbero – senza se e senza ma – tutelare i minori e garantire le pari opportunità genitoriali, senza la conveniente (elettorale) politica di genere, che troppo spesso nasconde la verità, non servono a nulla ed a nessuno. Sui minori non si usano strategie di convenienza personale (convenzioni, protocolli vari), ma si pretende solo il rispetto del diritto - per non ingannare i genitori impotenti e i loro figli indifesi - da parte dei politici, dei servizi sociali, dai tribunali (che, invece del diritto, fanno sfoggio di psicologia, senza possederne, però, le specifiche competenze scientifiche).

Tale diritto va preteso non solo da parte dei genitori separati dai figli, ma anche dalla società intera, se vuole tutelare il proprio futuro, che sarà gestito dai minori di oggi.

Ubaldo Valentini, presidente Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps)

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Venerdì 31 Marzo 2023 09:12

I vuoti di memoria della Regione Valle d’Aosta


Anche i Piani di contrasto alla violenza di genere vanno

sottoposti al controllo pubblico della verità e della spesa


Avv. Gerardo Spira

Dal 2009, e anche prima, il fenomeno della violenza, cosiddetta di genere, è divenuto un problema sociale di proporzioni tali da accendere il faro delle attenzioni istituzionali. La violenza comunque espressa, certamente intacca i diritti umani, la integrità della dignità della persona, la sua libertà. Il principio così è stato affermato nell’art. 1 della legge regionale della Valle d’Aosta n.4 /2013. Ben strutturata nelle finalità, la legge poi lascia il dubbio lungo il percorso della sua disciplina espressa in 13 articoli. La politica riesce sempre a piegare la terminologia giuridica agli obbiettivi di …genere.

Ne vogliamo parlare perché la Regione VdA, impegnata nel piano triennale degli interventi 2022-2024 contro la violenza di genere, ha promosso un incontro di ascolto anche della nostra associazione, il 29 marzo u.s. in sede di video conferenza. Il nostro impegno, nella materia della famiglia, peraltro molto proficuo, ha meritato il riconoscimento da parte anche delle Autorità di questa Regione. Ciò ci permette di intensificare il nostro lavoro nella materia della famiglia divenuta il crocevia fondamentale della nostra società sempre più stravolta da fatti di grande allarme nei rapporti con tutte le istituzioni, a cominciare dalla scuola. La famiglia é la prima organizzazione sociale da cui si aprono tutti problemi a qualsiasi livello dello Stato. Lo abbiamo sostenuto e continuiamo a farlo, ricordando che i diritti e la dignità umana non hanno colore politico, gridando ad alta voce che la violenza, di qualsiasi natura e genere, è il più grave dei delitti che si compie contro la persona. Per questo vanno alzati tutti i muri necessari per prevenirla o combatterla per cercare di sconfiggerla. Ma facendolo con mezzi e strumenti leali, attraverso una cultura scevra da pregiudizi e preconcetti, capace di esaminare questioni e casi, senza generalizzare un accadimento come prova di fatto quale occasione per istituzionalizzare il fatto a fini speculativi di spesa e di costi diffusi.

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Venerdì 24 Marzo 2023 09:33

Famiglie arcobaleno e famiglie separate:

come non si tutelano gli indifesi minori


In questi tempi predomina la rabbia delle coppie omogenitoriali (sostenute dalle variopinte associazioni di genere, spalleggiate da una sinistra in affannosa ricerca della propria identità e del perduto consenso sociale), che continuano a rivendicare (pretendere) il riconoscimento paritetico della loro genitorialità con quella delle famiglie bisessuali. Alla base del dibattito, portato avanti più con slogan che con fondate argomentazioni scientifiche ed etiche, c’è la convinzione (o presunta tale) che i bambini crescono bene con genitori dello stesso sesso, quasi sempre diversi dai genitori biologici.

C’è da chiedersi se siamo in presenza di teorie scientifiche oppure di fantasiosi espedienti per giustificare la pretesa adozione di bambini da parte della coppia omosessuale. Non esiste un diritto del genitore omosessuale ad avere un bambino, ad ogni costo, nel proprio nucleo familiare, ma esistono solo i diritti dei bambini alla bigenitorialità, che vanno sempre rispettati, da tutti gli adulti.

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Giovedì 16 Marzo 2023 11:32

Continua la festa al papà!


Ubaldo Valentini*

Il 19 marzo, puntualmente, con molta enfasi celebriamo la festa del papà e c’è da augurarsi che continui questa “farsa”, poiché c’è vento di soppressione, non solo della festa, ma anche del papà, ritenuto superfluo sia nella procreazione che nell’educazione dei figli. La ricorrenza in sé ha la sua importanza non solo per chi può condividerla con i figli, ma anche per chi si sente privato della propria paternità dal comportamento di istituzioni poco autonome. Rispettiamo la celebrazione annuale della festa del papà e ci sentiamo vicino a chi riconosce al padre un ruolo insostituibile nella propria vita e vuole manifestarglielo con una festa tutta sua.

Non si possono accettare, però, quei messaggi non autentici che esaltano il padre, quando, poi, nella realtà quotidiana, di fatto, annullano la sua dignità e la sua presenza nella vita dei figli. Il consumismo contribuisce a sponsorizzare una festa farsa e, così, avalla l’idea secondo cui il padre va festeggiato, sempre, ma si ignorano, volutamente, le ingiustizie che subisce quotidianamente e il muro che parte della società ha eretto per evitargli di comunicare il suo malessere per le ingiustizie che sistematicamente subisce.

La festa, in Italia, cade nel giorno in cui sarebbe morto San Giuseppe. La Chiesa si preoccupa della liturgia del padre più importante al mondo, ma, nonostante le sollecitazioni provenienti da tante associazioni, non dice mai una parola di condanna degli abusi sui figli sottratti al padre con iniqui provvedimenti di affido dei minori. Una parola di condanna potrebbe aiutare l’affermazione del diritto alla bigenitorialità e alla cogenitorialità. Forse, i minori ed il padre a cui sono stati sottratti non hanno la priorità di emergenze che il papa ci ricorda con insistenza. Vorremmo ricordare che i minori di oggi, violentati nei loro diritti fondamentali, saranno i futuri cittadini conduttori della futura società. Il silenzio su queste problematiche non aiuta nessuno, nemmeno chi le ignora e, forse, lo fa per non disturbare certe lobby giudiziarie e politiche.

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Giovedì 02 Marzo 2023 17:15

La riforma della procedura di affido:

tante parole senza risolutive risposte!


L’entrata in vigore, parziale, della riforma della procedura civile per l’affido dei minori e per le separazioni e divorzi ha evidenziato l’importanza che avrebbe potuto avere ma anche la strategica scarsa chiarezza dei legislatori che, ovviamente, non vogliono prendere posizioni inequivocabili sugli abusi legati agli affidi dei figli quando i genitori non sono più conviventi.

Sarebbe stato fondamentale, prima di rivedere il codice di procedura civile, riformare il codice civile per renderlo rispondente al nuovo contesto sociale e culturale e, nei tribunali, porre fine a quelle discrezionalità che, fino ad oggi e in troppi casi, si sono rivelate, purtroppo, discriminatorie, prima dei minori poiché, di fatto, negano loro la vera bigenitorialità e non li mettono al centro dei procedimenti di affido e, poi, costituiscono un abuso istituzionale poiché non garantiscono le pari opportunità negando il diritto alla cogenitorialità al genitore non collocatario.

I vari protocolli, soprattutto quello sulle spese straordinarie, che i tribunali si sono dati in sintonia o combutta con il locale ordine degli avvocati per modificare a loro discrezione, in concreto, quanto prevede il codice sull’affido e mantenimento dei figli minori o economicamente non autosufficienti, potrebbero rasentano un vero e proprio abuso d’ufficio.

I giudici non sono legislatori e amministrano la giustizia in base al codice civile disposto dal Parlamento, i legali non possono sostituire i genitori (sono incaricati, a pagamento, solo per curare la loro difesa legale) su provvedimenti impropri – perché le decisioni devono essere prese caso per caso e non in modo meccanico. I genitori, volutamente e strategicamente, sono stati esclusi da giudici e avvocati – sono gli unici deputati a decidere per i propri figli.

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Giovedì 02 Marzo 2023 17:07

Cambiata la procedura civile

di affido minori e di separazione


avv. Francesco Valentini*

Con mesi di anticipo è operativa (ancora solo parzialmente) la riforma della procedura civile per quanto riguarda i minori, il loro affido, le separazioni e i divorzi. Tante novità ma non così strutturali da cambiare una prassi che troppo spesso operava in pericolosa autonomia dal codice civile. Si è iniziato dalla procedura civile mentre sarebbe stato più opportuno prima mettere mano al codice civile e fare chiarezza su cosa si intenda per “discrezionalità” del giudice, sull’affido condiviso paritario, sull’equo calcolo, in ottemperanza dell’art. 30 della Costituzione, dell’assegno di mantenimento anche per il genitore collocatario/affidatario, sulle modalità di utilizzo dei servizi sociali da parte del Tribunale per le indagini sui minori e sulla loro famiglia e sull’accesso immediato al fascicolo che riguarda i minori da parte dei genitori, anche tramite i loro legali, contenente i verbali dettagliati e le videoregistrazioni delle singole sedute e dei colloqui facenti parte delle indagini sui minori e sui genitori.

Ma su queste fondamentali tematiche torneremo con specifici interventi. Ora ci soffermiamo su ciò che è cambiato con la riforma Cartabia.

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