Venerdì 02 Agosto 2024 11:25 |
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Le spese scolastiche non sempre vanno rimborsate
Le spese scolastiche, classificate come straordinarie da un tendenzioso protocollo sottoscritto da giudici e avvocati locali – con valore indicativo, ma non impositivo (che spetta al Parlamento, ma non ai magistrati e tantomeno ai legali), perché le spese straordinarie devono essere determinate dal giudice, tenendo conto dei singoli casi – sono fonte di continue discussioni tra i genitori e, quasi sempre, il ricorso al tribunale è inevitabile. Tutto ciò potrebbe essere evitato se venisse rispettato il codice, cioè, se i giudici si limitassero ad amministrare la giustizia, caso per caso, per cui sono pagati con i soldi pubblici e gli avvocati si limitassero a tutelare il proprio assistito, ma non a sostituirlo come genitore, talvolta anche con informazioni non chiare ed esaustive.
Con la riapertura della scuola, si torna a parlare delle tasse scolastiche, che vanno ripartite al 50% tra i genitori e su ciò non c’è divergenza, anche se alcuni tribunali le considerano spese ordinarie, coperte dall’assegno di mantenimento, perché sono spese prevedibili, ma non eccezionali, come, invece, devono essere le spese straordinarie.
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Venerdì 02 Agosto 2024 11:22 |
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Violenza di genere
e sfruttamento economico del minore
Il genitore collocatario dei figli, molto spesso, troppo spesso, sfrutta la propria posizione per trarre profitti economici dalla collocazione dei propri figli. Lo fa in vari modi: ricattando l’altro genitore (94% delle volte il padre) sul diritto di visita, non rispettando le modalità sancite dal tribunale, poiché è consapevole che, in caso di contestazione del genitore non più convivente con i figli, tanto il tribunale, nella realtà, non muove praticamente mai un dito in sua difesa, anzi, potrebbe prendere lo spunto per ridurre addirittura i tempi previsti, aumentare il mantenimento e, di fatto, giustificando la violenza di genere in atto, poiché la madre è sempre la madre; sfruttando gli innumerevoli benefici pubblici previsti per il genitore singolo, separato con figli conviventi;
inducendo gli stessi a rifiutare l’altro genitore per poi, così, chiedere un incremento del mantenimento; con la pretesa di percepire il 100% dell’assegno unico, che, quando i genitori non sono più conviventi, dovrebbe andare in parti uguali ad ambedue; nell’imporre il protocollo delle spese straordinarie (concordato in combutta tra magistrati e avvocati, con l’inaccettabile esclusione dei diretti interessati, cioè i genitori) che riporta, come spese straordinarie, spese già coperte dall’assegno di mantenimento e, soprattutto, eliminando il preventivo consenso di ambedue i genitori, aggravando, così, ulteriormente la già precaria posizione del genitore obbligato, a differenza dell’affidatario, a pagare sempre e tutto, riducendolo in umiliante miseria; nel previlegiare la madre a non provvedere al mantenimento, parimenti al padre, dei figli, come, invece, obbligano sia l’art. 30 della Costituzione, che il diritto italiano che le Convenzioni internazionali, ratificate dal nostro Parlamento.
La violenza di genere, come tutti sappiamo, eccetto i servizi sociali di parte e discriminanti del genitore non collocatario, la magistratura e la stampa, che si disinteressano di queste impellenti problematiche, è una gola profonda che umilia ed emargina sempre il genitore estromesso dalla vita dei figli. La convivenza o matrimonio, spesso, si dissolve nel giro di poche ore con la fatidica frase non provo più nulla per te e, pertanto, considerato che i figli sono una proprietà della donna che li ha partoriti, l’altro genitore deve essere solo un inesauribile bancomat, mentre il collocatario è protetto, purtroppo, dalle istituzioni (servizi sociali e tribunali), che, invece, dovrebbero garantire con imparzialità le pari opportunità genitoriali, la bigenitorialità e la cogenitorialità.
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Venerdì 19 Luglio 2024 10:04 |
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Aosta 14.09.2024 Convegno
Parliamo di violenza di genere
sui minori e sui padri separati
Parlare di violenza di genere sulla donna è una doverosa condanna di atti di violenza che, ovviamente, non trovano alcuna giustificazione, soprattutto quando siamo in presenza di barbari femminicidi sulle cui cause, però, ancora si è fatto poco per prevenire fenomeni che non si combattono con l’esecrazione di volta in volta manifestata e tantomeno con le panchine e con le scarpette rosse o con leggi “speciali”, che finiscono, spesso, per essere abusate da persone ed istituzioni di parte, poco scrupolose e che le rendono, di fatto, discriminanti per molti uomini.
I minori e i padri separati sono vittime di una subdola violenza di genere che nessuno – stampa compresa – sconfessa, per garantire le pari opportunità genitoriali e il rispetto della dignità dei minori, cittadini senza diritto di voto, e padri separati che i tribunali e i servizi sociali ignorano per scelta ideologica e/o cultura matriarcale, ancora imperante nella nostra società. La giustizia ingiusta è nota a tutti, non solo ai figli e al genitore estromesso dalla loro vita, ma, per una ingiustificata riverenza verso un sesso, non si mette mano a provvedimenti che tutelino realmente i minori e il padre separato, mettendo al bando decisioni che rispondono solo alla prevaricazione sui diritti inalienabili di coloro che sono vittime della violenza di genere.
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Giovedì 11 Luglio 2024 08:22 |
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Tribunale e Guardia di Finanza nell’affido dei figli
Tempi duri per i genitori furbetti
Il giudice - prevede il codice di procedura civile – in relazione alla richiesta di contributo economico per il mantenimento dei figli, può predisporre in modo autonomo e senza la richiesta delle parti e avvalendosi pure della polizia tributaria, ordinando anche l’integrazione della documentazione depositata dalle parti con indagini sui redditi, sui patrimoni e sull'effettivo tenore di vita, anche nei confronti di terzi (art. 473 bis 2, c. 2).
Il tribunale, pertanto, può avvalersi della Guardia di Finanza - che ha accesso alle banche dati riservate – per far effettuare accertamenti non solo relativamente alla parte finanziaria e/o patrimoniale di ciascun genitore, ma anche sulle richieste di affidamento dei minori, presentate in sede di giudizio di separazione, di divorzio o di semplice loro affido, attraverso l’acquisizione di atti di polizia giudiziaria e/o provvedimenti dell’autorità giudiziaria per verificare se il genitore ha mentito sul proprio patrimonio per essere obbligato ad un assegno di mantenimento più basso oppure ottenere dall’altro genitore un mantenimento più elevato per redditi bassi o, talvolta, addirittura inesistenti, mentre, in realtà, lavora – e tanto – a nero e percepisce somme non dichiarate anche superiori allo stipendio dell’obbligato.
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Lunedì 08 Luglio 2024 08:43 |
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Ascoli Piceno
Quando le forze dell’ordine sono di parte
Un padre di due bambini piccoli, riconsegnava alla madre collocataria i figli, portandoli a scuola (nido e asilo) alle ore 7.30/7.40, per, poi, recarsi al lavoro (a 30 km) per le ore 8. Con la chiusura dell’asilo per il più grande, il padre comunica (a mezzo pec, tramite il legale) alla moglie e al suo legale che riporterà i figli a casa materna alle ore 7.30 per essere puntuale al lavoro e assolvere ai suoi impegni professionali presso una struttura che a quell’ora inizia la propria attività con il pubblico, avvertendo che non lascerà i figli a sconosciuti e che, se la madre non sarà in casa, riporterà il figlio più grande a casa sua. Al lavoro non può chiedere deroghe orarie, essendo un periodo di ferie del personale. Quando la scuola è chiusa, salvo diverse disposizioni del giudice, per tutti i genitori si osservano gli stessi orari del periodo scolastico.
Ma, per la madre dei due bambini, non è così, perché lei vuole che il padre, addirittura, li riporti alle ore 9 del mattino e, se non può, pretende che sia lui a chiedere il cambiamento dell’orario di lavoro o che paghi una baby-sitter per la fascia oraria 7.30-9. La madre, per i due minori di due e cinque anni, prende oltre 500 euro al mese per l’assegno di mantenimento versato dal padre e altrettanto per il 100% dell’assegno unico universale, cioè oltre €. 1.000 al mese.
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Giovedì 04 Luglio 2024 15:50 |
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Aosta
Non accettiamo i veti di alcuni partiti perché
stiamo, sempre, con i minori e con i separati
Da ventisette anni assistiamo i minori loro malgrado coinvolti nelle separazioni dei genitori e il genitore, notoriamente, di fatto estromesso dalla vita dei propri figli per un assurdo connubio tra le istituzioni che dovrebbero tutelarli e per la cronica assenza della quasi totalità del mondo partitico valdostano che volutamente ignora questi perpetuati e quotidiani abusi sui minori e sul loro padre, causa, in Vda, anche di tanti suicidi dei padri impotenti e offesi dalla giustizia ingiusta. Problemi mai affrontati perché le forze politiche non vogliono dispiacere al tribunale e non voglio mettere mano ad una seria e vincolante regolamentazione dei servizi sociali, tollerando sperpero di danaro pubblico con il finanziamento di strutture sociali e incarichi a professionisti che tali, in concreto, poi potrebbero risultare non esserlo.
Nessuno funzionario del settore famiglia, salute, sanità e politiche sociali, come invece sarebbe suo dovere istituzionale, effettua controlli sull’operato della struttura dei servizi sociali e dell’Asl che si occupa dei minori tramite evitando, come prassi, che controllori e controllati siano sempre le stesse persone. Il monitoraggio dei servizi è un dovere e non un optional a discrezioni degli amministratori regionali e degli enti locali.
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Giovedì 04 Luglio 2024 15:44 |
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Il Protocollo per le spese straordinarie:
discriminazioni e i diritti dei padri negati
Il protocollo per la gestione delle spese straordinarie dei figli con genitori non più conviventi, formulato, quasi di nascosto tra magistrati e avvocati del foro locale con la netta esclusione dei genitori, cioè degli unici veri interessati, si sta rivelando sempre più come una furbata dei giudici e degli avvocati.
A loro dire, avrebbe dovuto fornire uno strumento per garantire equità nella determinazione delle spese straordinarie e ridurre la conflittualità tra i genitori, ma non è stato così, perché un protocollo non può escludere i genitori, i diretti interessati, non può arbitrariamente inserire tra le spese eccezionali, come sono le spese straordinarie, le spese ordinarie che sono coperte dall’assegno di mantenimento. Un esempio: la mensa è una spesa ordinaria, perché l’assegno versato copre anche i pasti e il genitore non prevalentemente collocatario non può farsi carico, per la seconda volta, degli alimenti dei figli.
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Lunedì 24 Giugno 2024 15:49 |
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